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Usabilità, come leggiamo una pagina web e come progettare una pagina web funzionale

Usabilità: In che modo leggiamo quando arriviamo su una pagina web e come queste informazioni possono aiutarci a progettare un ottima pagina web funzionale

Negli articoli precedenti abbiamo visto che cos’è l’usabilità e perchè è così importante. In questo articolo approfondiamo come leggiamo una pagina web e come utilizzare queste informazioni per progettare delle pagine web funzionali.

È importante sapere che la lettura su mezzi online è completamente diversa da quelli su supporti come la carta. Quando leggiamo una pagina online (o comunque su supporti digitali) il nostro cervello attiva una lettura estremamente selettiva, veloce, scansionatrice.

Chi naviga su internet scorre rapidamente le pagine dall’alto verso il basso, lasciandosi attrarre da titoli, sottotitoli ed immagini.
Il lettore si orienta prima sui contenuti analizzando se possono essere interessanti o risolvere il suo problema e poi eventualmente si sofferma a leggerli.

È importante , quindi, utilizzare dei titoli accattivanti, che contengano le parole chiave della ricerca e dei sottotitoli che possano dare un rapido riassunto di ciò che l’utente troverà nella pagina che sta per leggere.

 

Principio della gerarchia visiva

 

Scrivere dei titoli accattivanti e dei sottotitoli esaustivi non basta per far si che un utente non abbandoni una pagina web. Per avere una buona fluidità della lettura bisogna realizzare un buon Content Design.

Cos’è? il Content Design:
Per content design si intende l’organizzazione degli elementi presenti nella pagina.
Una volta capito come l’occhio umano “legge” le informazioni, si potranno organizzare gli elementi in modo da permettere una fruizione efficace e priva di fatica.

Quando si realizza una pagina web è importante avere chiaro sin da subito quale elemento ha la priorità sugli altri.  Impostando quindi una chiara Gerarchia Visiva.

La presentazione dei contenuti deve aiutare a capire all‘istante quale elemento è il più importante e quindi deve essere “visto” per primo. Si trova cioè in cima alla gerarchia.
L’ elemento che attira l’attenzione per secondo è subordinato a quello prima e così via fino all‘ elemento meno significativo.

 

Regole principali

Non elaboriamo tutti le informazioni in modo uguale. I nostri occhi e il nostro cervello preferiscono prestare attenzione ad alcuni elementi piuttosto che altri. Il modo in cui percepiamo le informazioni è influenzato da vari fattori.
Alcuni sono innati e radicati a livello psicologico, altri invece sono appresi dal contesto culturale in cui siamo.

La Gerarchia Visiva è influenzata però, in linea generale, da alcuni elementi:

  • Dimensione
    più grande è l’elemento, più sarà visibile, più il nostro cervello gli darà importanza rispetto agli altri
  • Colore
    I colori vivaci hanno più possibilità di attirare l’attenzione in un testo rispetto ai grigi. Se vogliamo evidenziare una parola possiamo rompere la monotonia dei grigi dandole un colore vivace
  • Contrasto
    Per attirare l’attenzione del lettore si possono mettere insieme colori che si contrastano tra di loro. Rispetto a colori con toni simili i colori con forte contrasto possono essere un ottimo richiamo per l’occhio umano
  • Vicinanza
    Quando poniamo due elementi molto vicini tra loro l’occhio tende a considerarli simili e dunque il cervello li considera correlati tra loro
  • Spazio Bianco
    È possibile utilizzare lo spazio intorno al contenuto (che è spesso lo spazio bianco della pagina) per attirare l’attenzione su alcuni parti del contenuto. Lo spazio bianco ha così la funzione di isolare e quindi esaltare determinate parole

 

Schemi di lettura di una pagina

 

Quando si progetta una gerarchia dei contenuti bisogna tenere conto degli schemi che seguono il nostro occhio ed il nostro cervello quando leggiamo una pagina.

Oggi sappiamo, grazie al Neuromarketing e alle analisi con la cosiddetta tecnica dell’eyetracking (ricerche cioè che monitorano l’abituale movimento degli occhi durante la lettura), che i nostri occhi seguono dei precisi schemi nella lettura della pagina. Vediamo insieme quali sono i 2 più comuni:

  • Il modello Z (o principio di Gutemberg)
    In siti web con pochi contenuti (landing page ecc.), o generalmente nella parte alta del sito (header) dove vi sono meno elementi da analizzare, la lettura avviene rispettando il modello z o principio di Gutemberg. L’occhio legge la pagina partendo dalla parte superiore, in alto a sinistra (posizione ideale posizionare il logo), poi lo sguardo si sposta velocemente verso destra. Poi lo sguardo scende verso il basso seguendo una diagonale in basso a sinistra, prima di trasferirsi in basso a destra. L’occhio legge a Z sulla pagina come se andasse a zig zag.
  • Il modello F
    Ai siti che presentano una grande quantità di elementi testuali è utile applicare un modello a F.
    Con il modello F, gli utenti iniziano a scansionare da sinistra a destra lungo la parte superiore, ma poi la scansione si interrompe e scende di nuovo giù lungo il lato sinistro della pagina.
    Gli utenti cercano informazioni visive che interessa loro. Quando le trovano scansionano di nuovo il testo da sinistra a destra.
    Questo processo viene ripetuto fino alla fine della pagina. In questo modello si ha l’impressione che l’occhio disegni una F all’interno della pagina letta

I due modelli possono essere utilizzati singolarmente o combinati insieme all’interno di una pagina Web. Ad esempio si può utilizzare il modello Z per la composizione dell’header del sito e successivamente affidarsi al modello F per la composizione dell’articolo (nel caso della redazione di un blog).

Conoscere queste tecniche è importante per capire come progettare correttamente una pagina web funzionale

In breve, è importante capire come leggiamo una pagina web  per strutturare meglio i nostri testi, le nostre pagine e l’usabilità del nostro sito , seguendo una precisa gerarchia e una conseguente struttura grafica. In questo modo potremo progettare delle pagine web funzionali. Allontanarsi dai layout più tradizionali (menù in alto o a sinistra, apertura principale sempre in alto a sinistra ecc.) può essere indice di creatività, ma può anche generare il rischio di disorientare il lettore e disperderne la curiosità.
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